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Sotto il peso

Tipo di progetto

Due installazioni site-specific

Data

2024

Luogo

Ambienti sotterranei dell'ex convento Antonelli, Palestrina (RM)

Concept e relazione con lo spazio

Realizzate nei due ambienti sotterranei dell'ex convento, le installazioni indagano la relazione ambivalente tra conoscenza, linguaggio e libertà individuale.

L'architettura diventa parte integrante dell'opera. Le pareti in pietra, la condizione di isolamento e il peso dell'edificio sovrastante introducono una dimensione fisica di costrizione, trasformando gli spazi in metafore delle strutture invisibili che condizionano il pensiero e l'esperienza umana.

I due interventi esplorano forme differenti di questa tensione: da una parte, il linguaggio che perde la propria capacità di comunicare e diventa intrappolamento; dall'altra, il sapere che oscilla tra possibilità di emancipazione e imposizione di limiti.

I. Troppo peso alle parole — L'incomunicabilità

La prima installazione prende origine dall'omonima opera pittorica di Barbara Polvora e affronta il paradosso di una comunicazione che, anziché creare comprensione, genera isolamento.

Una fitta trama di fili rossi attraversa l'ambiente sotterraneo, intrecciandosi a frammenti di scrittura e codici difficilmente decifrabili. La struttura richiama una ragnatela, un sistema di connessioni nel quale la moltiplicazione dei messaggi non produce necessariamente significato.

La luce rossa accentua la percezione di chiusura. Il visitatore si confronta con una rete di segni e relazioni che invade lo spazio, rendendo fisicamente percepibile la condizione dell'essere invischiati in un linguaggio che non si riesce più a comprendere.

La parola, originariamente strumento di relazione, diventa così un elemento di separazione e costrizione.

II. Il peso della conoscenza — Tra limite ed emancipazione

La seconda installazione affronta il carattere contraddittorio del sapere: ciò che permette all'individuo di evolvere può diventare anche una struttura rigida, capace di limitarne l'autonomia.

Nell'ambiente sotterraneo, immerso in una luce blu, libri e pietre formano un accumulo che evoca contemporaneamente il peso materiale della conoscenza e quello dei sistemi culturali ereditati.

La presenza di una figura umana introduce una tensione opposta: l'emersione, la possibilità di elevarsi attraverso ciò che, nello stesso tempo, grava sull'individuo.

Il libro assume così un valore ambivalente. Può rappresentare la stratificazione di convenzioni, regole e interpretazioni che restringono il pensiero, oppure diventare lo strumento attraverso cui acquisire consapevolezza, sviluppare autonomia e immaginare possibilità differenti.

Due spazi, una tensione comune

Le installazioni costruiscono un dialogo tra due condizioni dell'esistenza: l'impossibilità di comunicare e la difficoltà di distinguere ciò che ci forma da ciò che ci condiziona.

In entrambe, il sotterraneo amplifica il contrasto tra oppressione e possibilità di liberazione. Lo spettatore non osserva semplicemente una rappresentazione simbolica, ma attraversa ambienti nei quali il significato prende forma attraverso la relazione concreta tra architettura, materiali, immagini e presenza fisica.

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